Che Movimento che fa

Che Movimento che fa

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Luigi Di Maio parla nella prima serata di Fabio Fazio, riapprodato con Che Tempo che fa su RaiTre 18 anni dopo l’avvio del suo programma del cuore proprio su quello che allora, con più sicurezza di oggi, per tutti era il terzo canale. La questione più urgente è il Movimento, come è ovvio. Le Regionali hanno emesso una sentenza chiara. Urge piano di sopravvivenza. "Escludo una scissione - dice l’ex capo politico 5s – gli stati generali vanno fatti entro un mese, bisogna andare oltre la leadership singolare. Io mi vedo agli Esteri e a parlare col territorio. Voglio dare un contributo concreto sui problemi che riguardano le persone".

Cosa significhi esattamente si capirà. Per adesso occorre ribadire due o tre cose che garantiscano di rimanere in sella.  “Colpo d’ala? Il governo può volare”, afferma. Tridico? “Non perdo la fiducia in lui, né in Gualtieri e Catalfo”, per sottolineare che la scelta dell’aumento di stipendio decretato in pandemia è da attribuire a loro, ci mancherebbe, anche se ad avviarla era stato il suo ministero quando era al Lavoro, nel governo gialloverde. Il rimpasto no, “non ci aiuterebbe con l’Unione europea sul Recovery e la legge elettorale si farà, il modello di riferimento è il proporzionale con lo sbarramento”, magari al 3 per cento, e poi “sui decreti sicurezza troveremo presto una soluzione”.

Il Mes invece rimane sullo sfondo, non se ne parla, nonostante sia nella road map del governo e nonostante il Pd, l’alleato rinvigorito dalle urne, continui a reclamarlo con insistenza. Ma anche a Zingaretti ora non conviene tirare la corda, lo ha spiegato lo stesso premier Conte che rischiare l’incidente in Senato non serve a nessuno. Infatti il ministro della Cultura Franceschini, che un anno fa da un giorno all’altro portò il partito a convivere con il Movimento, pacatamente nell’intervista di Lavinia Rivara lo ricorda al suo segretario: “Se vuoi sconfiggere la destra, il tema dell’alleanza con i 5 stelle è ineludibile”. In ballo ci sono sempre i 209 miliardi dell’Europa.