Questa volta parte dal basso, dai territori, la chiusura delle scuole, il ritorno alla didattica a distanza. Ciò che per mesi è sembrato intoccabile, la presenza in classe di alunni e insegnanti, con il montare della seconda ondata ha cominciato a traballare. Poi è caduto.
La Campania chiude le scuole fino al 30 ottobre. La Lombardia pensa di seguirla. Come scrive Tommaso Ciriaco, Milano si prepara ad annunciare un’ordinanza con misure più rigide. A breve potrebbero fare lo stesso Monza e Varese. L’ipotesi è introdurre le lezioni telematiche nelle università e per le scuole superiori. Si potrebbe scegliere di alternare la presenza in classe a quella online, oppure consentire solo lezioni virtuali. E potrebbero orientarsi nei prossimi giorni verso questa scelta anche altri governatori del Nord, incalzati dall’esecutivo per adottare misure più restrittive in modo da contenere i contagi.
Mentre il virus accelera, l’Istituto superiore della sanità e il ministero della Salute dicono che siamo entrati in una fase acuta di progressivo peggioramento, si fa strada un nuovo schema di governo. Dove si passa dal basso verso l’alto, dal locale al nazionale, con la politica decisa dai territori. “La scelta del presidente De Luca di vietare le lezioni in presenza - scrive Carlo Galli – è un esempio clamoroso del nuovo peso delle Regioni. Fra le conseguenze del Covid, accanto al prevalere delle logiche dell’emergenza su quelle della normalità, c’è anche la territorializzazione della politica”.
La Campania chiude le scuole fino al 30 ottobre. La Lombardia pensa di seguirla. Come scrive Tommaso Ciriaco, Milano si prepara ad annunciare un’ordinanza con misure più rigide. A breve potrebbero fare lo stesso Monza e Varese. L’ipotesi è introdurre le lezioni telematiche nelle università e per le scuole superiori. Si potrebbe scegliere di alternare la presenza in classe a quella online, oppure consentire solo lezioni virtuali. E potrebbero orientarsi nei prossimi giorni verso questa scelta anche altri governatori del Nord, incalzati dall’esecutivo per adottare misure più restrittive in modo da contenere i contagi.
Mentre il virus accelera, l’Istituto superiore della sanità e il ministero della Salute dicono che siamo entrati in una fase acuta di progressivo peggioramento, si fa strada un nuovo schema di governo. Dove si passa dal basso verso l’alto, dal locale al nazionale, con la politica decisa dai territori. “La scelta del presidente De Luca di vietare le lezioni in presenza - scrive Carlo Galli – è un esempio clamoroso del nuovo peso delle Regioni. Fra le conseguenze del Covid, accanto al prevalere delle logiche dell’emergenza su quelle della normalità, c’è anche la territorializzazione della politica”.