La trattativa
(ansa)

La trattativa

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Nel giorno in cui l’Italia chiude i ristoranti e i bar prima di cena, la protesta avanza i primi passi. Sono episodi isolati ma violenti. Saccheggi a Torino, petardi contro la polizia a Milano, altri scontri a Napoli e Trieste. L’Italia ribolle, il Ministero dell’Interno alza l’allerta, ma il governo non è intenzionato a cambiare linea.
 
Le preoccupazioni di Palazzo Chigi sono invece rivolte sulle misure appena approvate: saranno efficaci e riusciranno a frenare la diffusione del contagio? Il momento è tale che persino la sferzata decisa da Matteo Renzi, che critica il Dpcm votato dal governo che sostiene, non genera un vero allarme politico. Un po’ alla volta ma con un certo ritmo, comunque, la maggioranza registra nuove crepe: puntualmente, però, la gravità della situazione blinda l’esecutivo fino alla prossima polemica.
 
Così, la vera trattativa che impegna il governo è quella sui licenziamenti. L’economia italiana è ancora in una bolla e la seconda ondata sembra suggerire nuovi interventi. I sindacati chiedono ancora tutele, ma gli imprenditori si trovano a operare in un mercato dopato. Due sono le ipotesi sul tavolo: blocco dei licenziamenti legato esclusivamente all’uso della cassa integrazione straordinaria o stop generalizzato per tutta la durata della Cassa integrazione Covid. Confindustria e i sindacati trattano, il governo è pronto a finanziare altre 18 settimane di cassa, praticamente sino a fine marzo. Una data che sembra lontana abbastanza da farci pensare che la parte peggiore della crisi sarà davvero superata.