I nuovi contagi da Coronavirus hanno superato quota 30mila per la prima volta, sia pure a fronte di un numero molto alto di tamponi.
Bisogna però studiare altri due numeri per capire la fase della crisi sanitaria e provare a immaginare il futuro più prossimo. La curva del contagio spaventa, anche perché continua a salire. Ma la suddivisione tra cittadini e malati è molto diversa rispetto a quella sperimentata in primavera. Oggi solo lo 0,6% degli attualmente positivi (325mila persone) è finito in terapia intensiva, mentre il 94% è asintomatico e si trova in isolamento a casa, spesso senza alcuna assistenza da parte della medicina territoriale, come spiega Fabio Tonacci.
Il secondo numero riguarda le terapie intensive, considerate l’indicatore della tenuta del sistema ospedaliero. A marzo in rianimazione c’era il 6,7% dei positivi. Oggi è occupato solo un letto su cinque. Ma alcune regioni sono vicine alla soglia del 30%. A quel punto il governo potrà intervenire distribuendo i macchinari acquistati alle Regioni.
È una partita a scacchi. “La seconda ondata - scrive Massimo Recalcati - appare in questo ancora più tremenda della prima perché implica il lutto della guarigione. È il carattere traumatico che accompagna ogni recidiva”.
Bisogna però studiare altri due numeri per capire la fase della crisi sanitaria e provare a immaginare il futuro più prossimo. La curva del contagio spaventa, anche perché continua a salire. Ma la suddivisione tra cittadini e malati è molto diversa rispetto a quella sperimentata in primavera. Oggi solo lo 0,6% degli attualmente positivi (325mila persone) è finito in terapia intensiva, mentre il 94% è asintomatico e si trova in isolamento a casa, spesso senza alcuna assistenza da parte della medicina territoriale, come spiega Fabio Tonacci.
Il secondo numero riguarda le terapie intensive, considerate l’indicatore della tenuta del sistema ospedaliero. A marzo in rianimazione c’era il 6,7% dei positivi. Oggi è occupato solo un letto su cinque. Ma alcune regioni sono vicine alla soglia del 30%. A quel punto il governo potrà intervenire distribuendo i macchinari acquistati alle Regioni.
È una partita a scacchi. “La seconda ondata - scrive Massimo Recalcati - appare in questo ancora più tremenda della prima perché implica il lutto della guarigione. È il carattere traumatico che accompagna ogni recidiva”.