Meglio essere preparati
(ansa)

Meglio essere preparati

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"Il numero dei morti di oggi è particolarmente doloroso, tocca le nostre coscienze e lasciano ferite dolorose”. Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità, parla di 580 ottanta persone che non ci sono più. “Tuttavia – prosegue Locatelli a Otto e Mezzo, su La7 - la stabilità dell'indice di contagiosità indica che le misure intraprese stanno portando risultati, c'è una decelerazione rispetto alla crescita del passato e il Dpcm del 24 ottobre deve ancora manifestare pienamente i suoi effetti". 580 addii riportano al livello delle prime settimane di aprile. Mentre è il 27 di marzo il giorno impossibile della nostra pandemia, con 969 decessi. Ma per ora il governo vuole scongiurare il lockdown totale, a differenza di allora. E anche dovessimo incamminarci verso misure più restrittive, tra una settimana al massimo, l’Italia diventerebbe una grande regione rossa, perché per ora nessuno parla di serrata simile alla primavera.

Cosa succede intanto? Abruzzo, Basilicata, Liguria e Toscana entrano nella fascia arancione, al pari di Sicilia e Puglia. La provincia di Bolzano passa alla zona rossa insieme a Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta. È scattata l'allerta per Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto, dove sono previste strette. Invece per la Campania il ministro della Salute, Roberto Speranza, si è preso qualche ora in più per valutare i dati, anche sulla base dei 'report' degli ispettori. Il cruccio più grande riguarda la scuola: cosa fare? Certo se fosse impossibile tenere in classe anche i bambini più piccoli, per le famiglie i problemi si moltiplicherebbero e un lockdown leggero, per così dire, sarebbe di difficile attuazione, dovendo molti garantire la presenza sui posti di lavoro. Guardando più in là, cercando motivazioni nel quotidiano difficile che ci accomuna, c’è all’orizzonte il vaccino, sì. Anche questa sarà però una svolta complessa. Meglio essere preparati, a questo punto dovremmo averlo tutti capito.