Chiusi dietro le porte dei loro Stati Generali, nel tentativo di nascondere al mondo le loro convulsioni da partito già fatto e finito (o già fatto e già finito), i Cinquestelle si scoprono improvvisamente vecchi.
Filippo Ceccarelli tenta di ritrovare nelle manovre e nei tic del manipolo di giovanotti che doveva aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, paralleli con i grigi congressi della Democrazia Cristiana. E nell’impari confronto chi ne esce come un gigante è ovviamente la dc.
Simbolo di questo improvviso autunno di stelle cadenti, sia ancora una volta quello che da sempre è il riflesso profetico degli alterni destini del potere in Italia: la Rai dove l’invasione gialloverde, numeri alla mano, ha avuto imbarazzanti effetti controrivoluzionari. Nel disastro di buchi di bilancio, sprechi e nomine inutili, un dato balza agli occhi più di tutti: mentre l’audience di Canale 5 e La7 ringiovanisce, quella di viale Mazzini invecchia.
Da mamma Rai a nonna Rai, specchio inesorabile di un paese per vecchi.
Filippo Ceccarelli tenta di ritrovare nelle manovre e nei tic del manipolo di giovanotti che doveva aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, paralleli con i grigi congressi della Democrazia Cristiana. E nell’impari confronto chi ne esce come un gigante è ovviamente la dc.
Simbolo di questo improvviso autunno di stelle cadenti, sia ancora una volta quello che da sempre è il riflesso profetico degli alterni destini del potere in Italia: la Rai dove l’invasione gialloverde, numeri alla mano, ha avuto imbarazzanti effetti controrivoluzionari. Nel disastro di buchi di bilancio, sprechi e nomine inutili, un dato balza agli occhi più di tutti: mentre l’audience di Canale 5 e La7 ringiovanisce, quella di viale Mazzini invecchia.
Da mamma Rai a nonna Rai, specchio inesorabile di un paese per vecchi.