I nuovi esclusi a causa della pandemia sono i bambini e i ragazzi. In particolare alcuni alunni e alcuni studenti per i quali aumenta la dispersione scolastica e si dilata la forbice delle diseguaglianze formative ed educative. Da cui deriveranno, domani, le diseguaglianze economiche e sociali.
Queste disparità rischiano di essere specialmente accentuate in Italia perché, come scrivono Tito Boeri e Roberto Perotti, le scuole sono rimaste chiuse più a lungo durante la prima ondata di Covid. E gli studi svolti sui periodi di lockdown descrivono forse l’ovvio, e cioè che gli studenti che vanno peggio sono quelli che hanno meno autodisciplina o che le famiglie con un basso livello di istruzione aiutano meno i figli durante l’apprendimento da casa, o ancora che seguire le lezioni in una casa piccola e affollata e con una connessione traballante ha la sua parte. Colpisce però l’entità del fenomeno proiettata sul futuro visto…
Queste disparità rischiano di essere specialmente accentuate in Italia perché, come scrivono Tito Boeri e Roberto Perotti, le scuole sono rimaste chiuse più a lungo durante la prima ondata di Covid. E gli studi svolti sui periodi di lockdown descrivono forse l’ovvio, e cioè che gli studenti che vanno peggio sono quelli che hanno meno autodisciplina o che le famiglie con un basso livello di istruzione aiutano meno i figli durante l’apprendimento da casa, o ancora che seguire le lezioni in una casa piccola e affollata e con una connessione traballante ha la sua parte. Colpisce però l’entità del fenomeno proiettata sul futuro visto…
I nuovi esclusi a causa della pandemia sono i bambini e i ragazzi. In particolare alcuni alunni e alcuni studenti per i quali aumenta la dispersione scolastica e si dilata la forbice delle diseguaglianze formative ed educative. Da cui deriveranno, domani, le diseguaglianze economiche e sociali.
Queste disparità rischiano di essere specialmente accentuate in Italia perché, come scrivono Tito Boeri e Roberto Perotti, le scuole sono rimaste chiuse più a lungo durante la prima ondata di Covid. E gli studi svolti sui periodi di lockdown descrivono forse l’ovvio, e cioè che gli studenti che vanno peggio sono quelli che hanno meno autodisciplina o che le famiglie con un basso livello di istruzione aiutano meno i figli durante l’apprendimento da casa, o ancora che seguire le lezioni in una casa piccola e affollata e con una connessione traballante ha la sua parte. Colpisce però l’entità del fenomeno proiettata sul futuro visto che nel nostro Paese le scuole sono state chiuse 105 giorni contro i 67 della Spagna, i 53 della Germania, i 48 dell’Olanda.
Ma davanti ai quasi mille morti, il bilancio più nero dall’inizio dell’epidemia, le misure restrittive anti Covid ci raccontano anche un’altra esclusione. Quella di chi vive solo o lontano o in un comune diverso da nipoti, nonni, figli, genitori e fidanzati. O di chi sceglie di non vederli per non rischiare di contagiarli. E dovrà quindi trascorrere i giorni di festa senza i propri cari.
Queste disparità rischiano di essere specialmente accentuate in Italia perché, come scrivono Tito Boeri e Roberto Perotti, le scuole sono rimaste chiuse più a lungo durante la prima ondata di Covid. E gli studi svolti sui periodi di lockdown descrivono forse l’ovvio, e cioè che gli studenti che vanno peggio sono quelli che hanno meno autodisciplina o che le famiglie con un basso livello di istruzione aiutano meno i figli durante l’apprendimento da casa, o ancora che seguire le lezioni in una casa piccola e affollata e con una connessione traballante ha la sua parte. Colpisce però l’entità del fenomeno proiettata sul futuro visto che nel nostro Paese le scuole sono state chiuse 105 giorni contro i 67 della Spagna, i 53 della Germania, i 48 dell’Olanda.
Ma davanti ai quasi mille morti, il bilancio più nero dall’inizio dell’epidemia, le misure restrittive anti Covid ci raccontano anche un’altra esclusione. Quella di chi vive solo o lontano o in un comune diverso da nipoti, nonni, figli, genitori e fidanzati. O di chi sceglie di non vederli per non rischiare di contagiarli. E dovrà quindi trascorrere i giorni di festa senza i propri cari.