✕

Il regalo più grande

Ascolta l'audio

1 minuti di lettura
La tavolata con i parenti, i baci e gli abbracci di auguri, il giro di saluti con gli amici. Sembra un’altra vita,  è solo l’ultimo Natale trascorso insieme.  “Un anno fa” scrive Michele Serra, “tutto sembrava normale e ricorrente. Nessuno sospettava che il cielo stava per caderci sulla testa. Anche se il virus già era in mezzo a noi”. Invece questa volta alla vigilia tutta Italia entra in zona rossa e ad eccezione di quattro giorni  - il 28, 29, 30 dicembre e il 4 gennaio – ci resta fino all’Epifania.

Un’esperienza di feste forzatamente intime o solitarie che la maggior parte di noi non aveva mai conosciuto.  Eppure, nota ancora Serra, “questo Natale rarefatto, sofferente, distanziato, è, se possibile, perfino più Natale del consueto: meno scontato, meno facile, più concentrato sulla sua essenza, che è festeggiare l’inizio. Dopo un anno passato a temere che…
La tavolata con i parenti, i baci e gli abbracci di auguri, il giro di saluti con gli amici. Sembra un’altra vita,  è solo l’ultimo Natale trascorso insieme.  “Un anno fa” scrive Michele Serra, “tutto sembrava normale e ricorrente. Nessuno sospettava che il cielo stava per caderci sulla testa. Anche se il virus già era in mezzo a noi”. Invece questa volta alla vigilia tutta Italia entra in zona rossa e ad eccezione di quattro giorni  - il 28, 29, 30 dicembre e il 4 gennaio – ci resta fino all’Epifania.

Un’esperienza di feste forzatamente intime o solitarie che la maggior parte di noi non aveva mai conosciuto.  Eppure, nota ancora Serra, “questo Natale rarefatto, sofferente, distanziato, è, se possibile, perfino più Natale del consueto: meno scontato, meno facile, più concentrato sulla sua essenza, che è festeggiare l’inizio. Dopo un anno passato a temere che tutto stesse finendo, solo parlare di inizio è già una enorme consolazione”.
Ma perfino la più grande speranza che nutriamo in questo momento, quella della salvezza che porterà il vaccino anti Covid, è già merce al mercato nero. Fabio Tonacci racconta come nel darkweb ha trattato l’acquisto di due dosi per mille dollari. Probabilmente una truffa per adescare i più ingenui o i più disperati, ma che giustifica l’allerta degli apparati investigativi sui possibili furti di fiale e il livello generale di aspettative sulla sua capacità di liberarci dal virus.

Mentre la variante inglese minaccia i bambini e l’indice di contagio torna a salire, un pacchettino di immunità che ci tolga la paura, che ci riporti in salute, che ci doni una festa insieme a tutti i nostri affetti, è forse il regalo più grande che ognuno di noi vorrebbe trovare sotto l’albero.