Un’altra settimana in cui tutto può succedere. Il doppio binario sul quale procede faticosamente la nostra vita (virus/azione contro il virus) ci dirige verso non poche novità. A parte la ripresa delle lezioni in presenza per molti altri adolescenti tra Lombardia, Liguria, Marche e Umbria – sono sei le regioni con i ragazzi ancora a casa, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Sardegna, Basilicata, Calabria e Campania, dove gli studenti delle superiori tornano in classe il 1° febbraio – nei prossimi giorni si decide il destino del vaccino che stiamo aspettando e che aspetteremo almeno sino a metà del prossimo mese, ma che potrebbe essere utilizzato – ecco la notizia - anche per gli over 55: quello di AstraZeneca. L’Ema, l’autorità europea che deve dare il via libera, sarebbe intenzionata ad aprire questa nuova finestra proprio mentre sono in arrivo le prime fiale di Moderna, messe in consegna a partire da martedì. Questo vuol dire che il piano vaccinale sarà rielaborato ancora. Anche se – lo ha detto il viceministro della Salute Sileri – per gli over 80 lo slittamento in avanti delle somministrazioni sarà di almeno un mese.
E fin qui, si parla di virus. Per l’azione contro il virus dobbiamo provare a capire cosa ne sarà della maggioranza di governo e dunque del Recovery plan. Il Conte due sembra arrivato al capolinea, le pressioni degli alleati Pd e Cinquestelle sul premier si sono fatte più forti, la probabilità che il presidente del Consiglio si dimetta prima della relazione del ministro Bonafede sullo stato della giustizia (ancora calendarizzata per mercoledì) sono aumentate prepotentemente in queste ultime ore. Il confronto con l’Aula del Senato, con numeri sempre meno certi, si allontana. Mentre si lavora all’ipotesi Conte ter. Oggi e domani saranno giorni determinanti.
E fin qui, si parla di virus. Per l’azione contro il virus dobbiamo provare a capire cosa ne sarà della maggioranza di governo e dunque del Recovery plan. Il Conte due sembra arrivato al capolinea, le pressioni degli alleati Pd e Cinquestelle sul premier si sono fatte più forti, la probabilità che il presidente del Consiglio si dimetta prima della relazione del ministro Bonafede sullo stato della giustizia (ancora calendarizzata per mercoledì) sono aumentate prepotentemente in queste ultime ore. Il confronto con l’Aula del Senato, con numeri sempre meno certi, si allontana. Mentre si lavora all’ipotesi Conte ter. Oggi e domani saranno giorni determinanti.