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(agf)

Scuola Draghi

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Qualcuno ha già trovato il titolo: la ricreazione è finita. Le prime mosse concrete del programma di Mario Draghi, che trapelano dal secondo giro di consultazioni, parlano innanzitutto di scuola. Il futuro presidente del Consiglio ha detto ai partiti che bisogna recuperare il tempo perduto durante la pandemia, a costo di tenere le scuole aperte anche d'estate; e che si deve arrivare a settembre senza cattedre vacanti.

Se accadessero davvero entrambe le cose, sarebbe una rivoluzione. Ma sarebbe oltremodo ingeneroso nei confronti dei governi precedenti, di qualunque colore, pensare che i problemi della scuola italiana si possano risolvere dalla sera alla mattina. Le buone intenzioni di Draghi non sono in discussione, la sua capacità di eseguire i progetti neppure; ma come sanno bene gli stessi insegnanti, i sindacati, le famiglie e i ministri all'istruzione che si sono succeduti, riempire le cattedre non è così semplice, a meno di non derogare…
Qualcuno ha già trovato il titolo: la ricreazione è finita. Le prime mosse concrete del programma di Mario Draghi, che trapelano dal secondo giro di consultazioni, parlano innanzitutto di scuola. Il futuro presidente del Consiglio ha detto ai partiti che bisogna recuperare il tempo perduto durante la pandemia, a costo di tenere le scuole aperte anche d'estate; e che si deve arrivare a settembre senza cattedre vacanti.

Se accadessero davvero entrambe le cose, sarebbe una rivoluzione. Ma sarebbe oltremodo ingeneroso nei confronti dei governi precedenti, di qualunque colore, pensare che i problemi della scuola italiana si possano risolvere dalla sera alla mattina. Le buone intenzioni di Draghi non sono in discussione, la sua capacità di eseguire i progetti neppure; ma come sanno bene gli stessi insegnanti, i sindacati, le famiglie e i ministri all'istruzione che si sono succeduti, riempire le cattedre non è così semplice, a meno di non derogare dalll'attuale sistema di formazione e immissione in ruolo, cioè dai concorsi. Quanto all'ipotesi di prolungare il calendario delle lezioni oltre la scadenza dei primi di giugno, è facile prevedere che si scontrerà con resistenze e problemi logistici.

C'è comunque da augurarsi che la formula Draghi, con governo e maggioranza di largo consenso e larghissimi numeri in Parlamento, sia quella giusta per mettere in atto il programma di emergenza, tra Recovery plan, lotta alla pandemia e tutela delle fasce più deboli, soprattutto nel mondo del lavoro, come ci racconta Concetto Vecchio. Molto dipenderà dall'atteggiamento che i partiti faranno seguire alle prime dichiarazioni di adesione al progetto Draghi. In particolare, scrive Stefano Folli nel suo punto di giornata, c'è da capire quale sarà la strategia di Salvini e della Lega, la cui metamorfosi fulminea è finora l'elemento politico più degno di nota di questa fase. Un atteggiamento che si riassume nella rottura consumatasi a Bruxelles con gli ultranazionalisti tedeschi di Afd, in nome di un ritrovato europeismo perfino sulla questione migranti. In ogni caso, ricorda Folli, l'insidia maggiore per Draghi in questo momento è l'eccesso di aspettative nel potere salvifico del suo governo: perché, al netto del cognome evocativo, l'Italia non è un fantasy  e anche i draghi non sono maghi.