Il big bang
(ansa)

Il big bang

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Il governo di Mario Draghi deve ancora nascere ma già si annuncia come un big bang per l’ammaccata politica italiana. I movimenti antisistema, nati sulle spalle curve dei partiti in cronica crisi di credibilità, vengono a loro volta demoliti dalla supernova del professore banchiere.
 
Il Movimento 5 Stelle vive un altro giorno di psicodramma, lacerato tra gli ortodossi di Rousseau, stretti attorno a Davide Casaleggio, e la ben nutrita truppa parlamentare e ministeriale, pronta all’accordo di governo quasi a tutti i costi. La consultazione degli iscritti viene annunciata, bloccata da Beppe Grillo, poi confermata in una forma diversa da quella immaginata da Casaleggio. Il Movimento è sempre più una galassia a un passo dall’esplosione.
 
Ma il riposizionamento più spettacolare è quello della Lega. Salvini si siede di fronte a Berlusconi e, dopo due ore di faccia a faccia, ufficializza la svolta europeista del partito ex sovranista. E di tutto il centrodestra, precisa in una nota, scatenando le ire di Giorgia Meloni
 
Sullo sfondo ci sarebbe addirittura l’ipotesi di un ingresso della Lega nel Partito Popolare europeo. Ma questo, più che un big bang, sembra fantascienza