A 14 giorni dalla sera in cui Mattarella gli aveva affidato l’incarico di formare il nuovo governo, gli italiani hanno potuto ascoltare la voce di Mario Draghi.
Basterebbe questo a descrivere la distanza siderale tra il metodo del professore e qualunque altra forma di vita nel mondo della politica.
Il nuovo presidente del consiglio ha fatto il discorso che ci si aspettava. Senza strizzare l’occhio a nessuno, né alla pancia dei partiti che lo sostengono, né a quella del paese. Ha elencato i punti concreti di un programma che sarebbe liquidato come il solito libro dei sogni, se a parlare non fosse lui.
Il senato ha risposto con una maggioranza bulgara, ampiamente attesa anche quella. Il premier probabilmente la sa che i problemi iniziano proprio ora. E che non potranno non arrivare da chi ora gli ha detto sempre e solo sì
Basterebbe questo a descrivere la distanza siderale tra il metodo del professore e qualunque altra forma di vita nel mondo della politica.
Il nuovo presidente del consiglio ha fatto il discorso che ci si aspettava. Senza strizzare l’occhio a nessuno, né alla pancia dei partiti che lo sostengono, né a quella del paese. Ha elencato i punti concreti di un programma che sarebbe liquidato come il solito libro dei sogni, se a parlare non fosse lui.
Il senato ha risposto con una maggioranza bulgara, ampiamente attesa anche quella. Il premier probabilmente la sa che i problemi iniziano proprio ora. E che non potranno non arrivare da chi ora gli ha detto sempre e solo sì