La fretta e la sicurezza

La fretta e la sicurezza

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A un anno esatto dall’arrivo del virus, l’Italia si trova a un altro fondamentale punto di svolta: bisogna vaccinare 30 milioni di persone, piegare la curva del virus prima che le varianti vanifichino gli sforzi fatti finora, e bisogna farlo in fretta.
 
Il protocollo d’intesa tra ministero della Salute e medici di famiglia è fatto: permetterà di aggiungere 40 mila unità all’elenco dei somministratori, creando finalmente una rete in grado di assicurare le trecentomila dosi al giorno che il governo indica come obiettivo affinché il piano vaccinale vada effettivamente a regime.
 
Trovati i vaccinatori, mancano ancora i vaccini: AstraZeneca annuncia nuovi ritardi e la campagna procede a rilento sia per gli over 80 che per le categorie della fase 2.
 
Proprio come un anno fa, torna a presentarsi il problema degli accaparramenti. Allora accadde con le mascherine, e solo ora scopriamo il rovescio delle scelte emergenziali compiute allora: delle oltre 500 milioni di mascherine importate in tutta fretta per fronteggiare l’emergenza, 55 milioni si sono rivelate irregolari.
 
Niente di simile può ripetersi con i vaccini: tenere insieme la necessità di fare in fretta con la tutela della salute dei cittadini è forse la sfida più importante per il governo nel prossimo trimestre