L’arsenale
(ansa)

L’arsenale

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I soldati ci sono. I fucili, pure. Purtroppo, mancano le munizioni.
 
E’ molto chiaro il messaggio che arriva dal commissario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri, nel giorno in cui Matteo Salvini lo mette direttamente sotto attacco chiedendone la testa: “Non è sui luoghi di somministrazione, né sul personale addetto alle punture, che la campagna vaccinale rischia di perdere velocità a vantaggio delle varianti del coronavirus, ma sulla consistenza delle forniture”, scrive Fabio Tonacci.
 
La consegne di AstraZeneca procedono a rilento, quello di Johnson&Johnson non arriverà prima di fine marzo. La scadenza fissata dagli esperti per vaccinare 19 milioni di italiani e vincere la battaglia col virus è giugno. Quindi bisogna organizzarsi.
 
L’aiuto potrebbe arrivare da oriente: “Quando ad agosto Putin aveva annunciato Sputnik V, il primo vaccino contro il Covid-19 al mondo, molti osservatori internazionali avevano espresso scetticismo”, ricorda Rosalba Castelletti. Poi uno studio internazionale ha confermato l’efficacia del vaccino russo, e finora 50 paesi ne hanno ordinato dosi. Il vaccino russo è più economico, si conserva più facilmente ed è immediatamente disponibile. Angela Merkel si è offerta di accelerare l’approvazione da parte delle autorità europee.
 
Il ruolo di grande potenza, nel mondo della pandemia, si conquista con un arsenale che l’Europa non ha e che fatica a ottenere dai tradizionali alleati.