Sono bastati due consigli dei ministri a Mario Draghi per capire la differenza tra le migliori intenzioni e quello che lo aspetterà nei prossimi mesi.
Rispetto al modo di affrontare l’epidemia, al tavolo del governo si sono delineate già due fazioni chiare, che incidentalmente si sovrappongono agli schieramenti che lo sostengono. Da un lato Leu, Pd e Cinquestelle, la vecchia maggioranza di Conte, che predicano la continuità con le scelte del precedente governo. Dall’altro i nuovi arrivati di Lega e Forza Italia, spalleggiati da Italia Viva, che chiedono discontinuità.
Il dibattito in realtà non ha avuto neanche il tempo di iniziare, naufragato contro lo scoglio delle parole di Roberto Speranza, che sciorina dati allarmanti sulla ripresa dei contagi legata alle mutazioni del virus.
E’ chiaro che le restrizioni non si allenteranno, anzi probabilmente si aggraveranno in attesa che la campagna di vaccinazioni parta davvero.
E lì il problema principale restano gli approvvigionamenti, tanto che il governo, sollecitato dall’Europa, sta cercando di capire se sia possibile produrre in Italia i vaccini già autorizzati. Un’eventualità molto difficile da approntare nei pochi mesi che servono
Rispetto al modo di affrontare l’epidemia, al tavolo del governo si sono delineate già due fazioni chiare, che incidentalmente si sovrappongono agli schieramenti che lo sostengono. Da un lato Leu, Pd e Cinquestelle, la vecchia maggioranza di Conte, che predicano la continuità con le scelte del precedente governo. Dall’altro i nuovi arrivati di Lega e Forza Italia, spalleggiati da Italia Viva, che chiedono discontinuità.
Il dibattito in realtà non ha avuto neanche il tempo di iniziare, naufragato contro lo scoglio delle parole di Roberto Speranza, che sciorina dati allarmanti sulla ripresa dei contagi legata alle mutazioni del virus.
E’ chiaro che le restrizioni non si allenteranno, anzi probabilmente si aggraveranno in attesa che la campagna di vaccinazioni parta davvero.
E lì il problema principale restano gli approvvigionamenti, tanto che il governo, sollecitato dall’Europa, sta cercando di capire se sia possibile produrre in Italia i vaccini già autorizzati. Un’eventualità molto difficile da approntare nei pochi mesi che servono