Alla guida dei servizi va Franco Gabrielli, per cinque anni capo della Polizia. È la scelta più importante, quella di maggior peso nella partita dei viceministri e dei sottosegretari e la fa direttamente il premier, Mario Draghi. Per il resto, i 39 nominati - 20 uomini e 19 donne, neanche per sbaglio accade mai il contrario - durante il burrascoso Consiglio dei ministri di ieri mettono in evidenza tutte le frizioni interne ai partiti.
Bottino ingente per la Lega, Nicola Molteni torna al Viminale dove con Salvini aveva scritto i decreti sicurezza. Il Carroccio in totale porta a casa nove caselle, tra le quali quella di Lucia Borgonzoni, ex candidata alla Regione Emilia Romagna contro Bonaccini: torna sottosegretaria alla Cultura, nella sua prima stagione su quella stessa poltrona, nel 2018, aveva dichiarato con nonchalance di non aver letto libri per anni. I Cinquestelle incassano 11 nomine, la metà di prima. Forza Italia ha sei pedine - tra le quali le preziosissime Editoria e Giustizia - quante il Pd, che ne esce con le ossa rotte visto che arretra in posizioni chiave (niente Viminale e niente Editoria) ma dopo la battaglia interna al femminile porta nel governo 5 donne.
Italia Viva rientra con Teresa Bellanova, ora viceministra ai Trasporti, e Ivan Scalfarotto, all’Interno. Sommati alla ministra Bonetti fanno la squadra del Conte 2. Leu conferma Cecilia Guerra all’Economia. Poi ci sono Tabacci di Centro Democratico e Della Vedova di +Europa. Che tutto abbia inizio.
Bottino ingente per la Lega, Nicola Molteni torna al Viminale dove con Salvini aveva scritto i decreti sicurezza. Il Carroccio in totale porta a casa nove caselle, tra le quali quella di Lucia Borgonzoni, ex candidata alla Regione Emilia Romagna contro Bonaccini: torna sottosegretaria alla Cultura, nella sua prima stagione su quella stessa poltrona, nel 2018, aveva dichiarato con nonchalance di non aver letto libri per anni. I Cinquestelle incassano 11 nomine, la metà di prima. Forza Italia ha sei pedine - tra le quali le preziosissime Editoria e Giustizia - quante il Pd, che ne esce con le ossa rotte visto che arretra in posizioni chiave (niente Viminale e niente Editoria) ma dopo la battaglia interna al femminile porta nel governo 5 donne.
Italia Viva rientra con Teresa Bellanova, ora viceministra ai Trasporti, e Ivan Scalfarotto, all’Interno. Sommati alla ministra Bonetti fanno la squadra del Conte 2. Leu conferma Cecilia Guerra all’Economia. Poi ci sono Tabacci di Centro Democratico e Della Vedova di +Europa. Che tutto abbia inizio.