Da lunedì Lombardia, Piemonte e Marche sono arancioni. La Liguria torna gialla. La Basilicata ha numeri da rosso come il Molise, la Sardegna potrebbe essere la prima a diventare bianca. La Campania intanto resta arancione. Un colore che non paralizza le attività non essenziali ma che impone cambiamenti di rilievo alle nostre giornate: non ci si può spostare dal proprio comune, se non per motivi di lavoro, salute, per emergenze o per accompagnare i figli a scuola, bar e ristoranti sono aperti solo per l’asporto, anche a pranzo. La vita quindi si spegne un altro po’.
Eppure gli oltre 20 mila nuovi casi Covid di ieri e il timore di una terza ondata causata dalle varianti, impongono la linea del rigore anche al governo Draghi come fu per il Conte 2. Da qui a lunedì il nuovo Dpcm dovrebbe essere formulato in una versione definitiva. Le linee guida della bozza in circolazione già comunque sono piuttosto chiare e guardano a Pasqua senza indulgenze.
Tra il 6 marzo e il 6 aprile, questa è una possibile novità, in zona rossa chiudono anche barbieri e parrucchieri. Sono vietate le feste, ma in zona gialla possono entrare in casa anche persone non conviventi, mentre sinora era fortemente sconsigliato. Continua la serrata di piscine e palestre, la chiusura serale dei ristoranti, la scuola in presenza tra il 50 e il 75 per cento tranne che in zona rossa, dove la didattica è solo Dad. E sempre che non si decida di frenare la corsa del virus anche lasciando a casa gli studenti, come ora sembra pure possibile.
Dal 27 marzo, nelle aree meno a rischio, dovrebbero però riaprire cinema e teatri, con posti preassegnati e distanziati. Mostre accessibili su prenotazione anche nel weekend. Nel frattempo si immagina di imprimere una svolta al nostro piano per le immunizzazioni. Draghi vuole una prima dose del vaccino per tutti.
Eppure gli oltre 20 mila nuovi casi Covid di ieri e il timore di una terza ondata causata dalle varianti, impongono la linea del rigore anche al governo Draghi come fu per il Conte 2. Da qui a lunedì il nuovo Dpcm dovrebbe essere formulato in una versione definitiva. Le linee guida della bozza in circolazione già comunque sono piuttosto chiare e guardano a Pasqua senza indulgenze.
Tra il 6 marzo e il 6 aprile, questa è una possibile novità, in zona rossa chiudono anche barbieri e parrucchieri. Sono vietate le feste, ma in zona gialla possono entrare in casa anche persone non conviventi, mentre sinora era fortemente sconsigliato. Continua la serrata di piscine e palestre, la chiusura serale dei ristoranti, la scuola in presenza tra il 50 e il 75 per cento tranne che in zona rossa, dove la didattica è solo Dad. E sempre che non si decida di frenare la corsa del virus anche lasciando a casa gli studenti, come ora sembra pure possibile.
Dal 27 marzo, nelle aree meno a rischio, dovrebbero però riaprire cinema e teatri, con posti preassegnati e distanziati. Mostre accessibili su prenotazione anche nel weekend. Nel frattempo si immagina di imprimere una svolta al nostro piano per le immunizzazioni. Draghi vuole una prima dose del vaccino per tutti.