Matteo Renzi chiarisca i suoi rapporti con Mohammed bin Salman. Appena dopo la pubblicazione delle quattro pagine con cui la Cia denuncia l'approvazione da parte del principe saudita dell’assassinio di Jamal Khashoggi, dissidente, editorialista del Washington Post ucciso e fatto a pezzi nel 2018 nel consolato di Istanbul, il mondo politico italiano vuole sentire la voce del leader di Italia Viva.
Alla fine dello scorso gennaio, mentre Renzi entrava al Quirinale per le consultazioni con il presidente Mattarella, veniva diffuso un suo video-dialogo con lo stesso principe ereditario: Renzi era ospite a Riad della Future investment initiative, quarta edizione della "Davos del deserto”, dove in qualità di conferenziere parlava con una punta di invidia di neo-Rinascimento dell’Arabia Saudita.
Ora Pd, M5s, Sinistra Italiana e Verdi reclamano da Renzi risposte chiare, quelle che aveva promesso di dare una volta archiviata la crisi di governo. Soprattutto perché il senatore, membro oggi della commissione Difesa di Palazzo Madama (Esteri, sino al luglio 2020), quindi rappresentate dello Stato italiano e di tutti noi, da un anno siede nel board della stessa fondazione di bin Salman, e per questo riceve un compenso di 80 mila euro. È normale?
Alle 19.50 la first reaction arriva via eNews. "Sì, svolgo attività previste dalla legge – dice Renzi -. Giusto e necessario intrattenere rapporti con l'Arabia Saudita, un baluardo contro l’estremismo islamico. Non sono pentito di aver elogiato pubblicamente il programma Vision 2030". E Khashoggi? "Ho condannato già tre anni fa quel tragico evento". Il rapporto della Cia, che certifica la responsabilità di bin Salman come mandante dell’omicidio, ha però la data di due giorni fa. Ci sarà qualche differenza.
Alla fine dello scorso gennaio, mentre Renzi entrava al Quirinale per le consultazioni con il presidente Mattarella, veniva diffuso un suo video-dialogo con lo stesso principe ereditario: Renzi era ospite a Riad della Future investment initiative, quarta edizione della "Davos del deserto”, dove in qualità di conferenziere parlava con una punta di invidia di neo-Rinascimento dell’Arabia Saudita.
Ora Pd, M5s, Sinistra Italiana e Verdi reclamano da Renzi risposte chiare, quelle che aveva promesso di dare una volta archiviata la crisi di governo. Soprattutto perché il senatore, membro oggi della commissione Difesa di Palazzo Madama (Esteri, sino al luglio 2020), quindi rappresentate dello Stato italiano e di tutti noi, da un anno siede nel board della stessa fondazione di bin Salman, e per questo riceve un compenso di 80 mila euro. È normale?
Alle 19.50 la first reaction arriva via eNews. "Sì, svolgo attività previste dalla legge – dice Renzi -. Giusto e necessario intrattenere rapporti con l'Arabia Saudita, un baluardo contro l’estremismo islamico. Non sono pentito di aver elogiato pubblicamente il programma Vision 2030". E Khashoggi? "Ho condannato già tre anni fa quel tragico evento". Il rapporto della Cia, che certifica la responsabilità di bin Salman come mandante dell’omicidio, ha però la data di due giorni fa. Ci sarà qualche differenza.