Con un incremento dei casi del 32 per cento in sette giorni e punte del 50 per cento in alcune regioni del nord, gli esperti ormai parlano chiaramente di terza ondata.
Dopo la prima burrasca imprevedibile di marzo e aprile 2020, e quella autunnale figlia del liberi tutti estivo, la terza frustata del covid si abbatte su un paese già provato da un anno di restrizioni più o meno severe. E se a ottobre a frenare la circolazione del virus bastavano le precauzioni allegramente rimosse a luglio, agosto e settembre, per fermare la nuova onda serviranno interventi più decisi, e più dolorosi.
Nei radar torna la scuola, anche alla luce dei dati che vedono le varianti diffondersi soprattutto tra i ragazzi. In zona rossa, e su questo sembrano tutti d’accordo, la didattica a distanza si applicherà alle classi di ogni ordine. Su cosa fare però in zona arancione e gialla si arenano i buoni auspici del governo Draghi di licenziare il nuovo dpcm in largo anticipo sulla scadenza del 5 marzo.
Se si chiudono le scuole, allora non possiamo lasciare aperti i centri commerciali, ha avvertito il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.
Mentre il governo cerca la quadra, le terapie intensive tornano a riempirsi, tanto che dagli esperti arriva un appello quasi disperato: diamo la prima dose a tutti gli anziani, anche rinunciando al richiamo, anche usando AstraZeneca per gli over 65: a metà marzo, potrebbe essere troppo tardi.
Dopo la prima burrasca imprevedibile di marzo e aprile 2020, e quella autunnale figlia del liberi tutti estivo, la terza frustata del covid si abbatte su un paese già provato da un anno di restrizioni più o meno severe. E se a ottobre a frenare la circolazione del virus bastavano le precauzioni allegramente rimosse a luglio, agosto e settembre, per fermare la nuova onda serviranno interventi più decisi, e più dolorosi.
Nei radar torna la scuola, anche alla luce dei dati che vedono le varianti diffondersi soprattutto tra i ragazzi. In zona rossa, e su questo sembrano tutti d’accordo, la didattica a distanza si applicherà alle classi di ogni ordine. Su cosa fare però in zona arancione e gialla si arenano i buoni auspici del governo Draghi di licenziare il nuovo dpcm in largo anticipo sulla scadenza del 5 marzo.
Se si chiudono le scuole, allora non possiamo lasciare aperti i centri commerciali, ha avvertito il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.
Mentre il governo cerca la quadra, le terapie intensive tornano a riempirsi, tanto che dagli esperti arriva un appello quasi disperato: diamo la prima dose a tutti gli anziani, anche rinunciando al richiamo, anche usando AstraZeneca per gli over 65: a metà marzo, potrebbe essere troppo tardi.