+Europa -Bonino
(ansa)

+Europa -Bonino

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Mentre il Pd elegge online il nuovo leader, dalle parti di +Europa sono botte da orbi. Emma Bonino lascia la sua creatura, e con lei il segretario Della Vedova. Cosa è successo? Di sicuro il partito da mesi non riesce a convocare un nuovo congresso, che per statuto dovrebbe tenersi ogni due anni. Nell’assemblea di ieri, virtuale come quella dem, la senatrice ed ex ministra si rivolta contro i suoi per un documento che definisce pseudo-anonimo con cui si chiedono le dimissioni del segretario e, in maniera meno esplicita, dei vertici tutti.
 
"Non voglio stare in questo partito e ovviamente è a disposizione anche il seggio al Senato, perché la vostra cupidigia è senza limiti", attacca. "Tanto è già pronta la nuova leadership 'plurale’ ma se si presenta con queste credenziali da epurazione io, fossi in voi, ci penserei un po’. In ogni caso me ne vado a testa alta prima che mi facciate fuori, perché così va a finire".
 
+Europa ha circa 2600 iscritti, il 2 per cento nei sondaggi. Nasce dal cartello elettorale ideato per le politiche del 2018, diventa partito nel gennaio del 2019. La radicale Bonino, per definizione abituata ai terremoti, abbandona adesso aggiungendo “prima che infanghiate il mio nome”. Della Vedova nel lasciare provoca invece la convocazione automatica di un nuovo congresso entro tre mesi, nel quale si ricandiderà.
 
Vicenda intricata. La guerra interna sembra comunque sia legata alla questione tesserati e al nome di Calenda (abbinato a quello di Cottarelli), con cui +Europa fa gruppo nel Misto al Senato. La deflagrazione, sia come sia, è così forte che per qualche ora, ieri, sovrasta anche il rumore dell'elezione in casa democratica, cuore politico della giornata. Enrico Letta, 860 sì, 2 no (chi saranno?), 4 astenuti, è ora alla guida dei dem. Chiudendo il suo discorso al Nazareno ha detto “non vi serve un nuovo segretario, ma un nuovo Pd”. Ecco, l’èra Draghi sembra imporre l’estensione del concetto