La giusta distanza

La giusta distanza

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Due metri di distanza a tavola, quando si mangia o beve e quindi si sta senza mascherina. Quarantena anche per i vaccinati in caso di contatti stretti con persone positive. Vaccino per chi ha avuto il Covid da tre a sei mesi dopo l’infezione, una dose sola, se non si è immunodepressi: nel caso, i tempi si accorciano e le dosi diventano due.

Queste sono le nuove raccomandazioni dell’Istituto superiore di sanità e dell’Inail che con il ministero della Salute e l’Aifa hanno diramato un documento per cercare di contenere l’epidemia nel Paese ostaggio, noi come molti altri, delle varianti. Riguardo alla sospensione delle somministrazioni AstraZeneca: se arriva un parere positivo da parte dell’Ema, domani, le vaccinazioni dovrebbero riprendere venerdì.

Ci sarà da recuperare circa 200mila appuntamenti, cosa che potrebbe avvenire in un paio di settimane. Anche grazie all’arrivo di rinforzi americani: Pfizer dovrebbe fornire circa 700mila fiale aggiuntive. L’idea di riprendere a vaccinare subito accomuna molte capitali. Italia e Francia di sicuro, che nella sospensione a catena di lunedì  hanno subito l’iniziativa improvvisa di Angela Merkel, necessaria dopo il “nein” del Paul-Ehrlich-Institut, fermo per approfondimenti sui cosiddetti casi avversi.

“Mi farò vaccinare e sarà con AstraZeneca”, ha dichiarato ieri il premier francese Castex. La credibilità del farmaco anglo-svedese andrà ricostruita con una convincente campagna di comunicazione. Mario Draghi domani andrà a Bergamo, nella giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia. Sarà una cerimonia superblindata trasmessa in diretta tv. Il 18 marzo di un anno fa i camion dell’Esercito attraversavano la città con le bare che il cimitero non riusciva più ad accogliere. Non sarà questo il momento per parlare ma subito dopo sì.