Nello stesso governo, ma da avversari. L'occasione per chiarire le proprie posizioni e le rispettive distanze non è tardata ad arrivare. Lo scontro tra Enrico Letta e Matteo Salvini parte da un campo fluido come quello social, il primo colpo lo tira il leader del Pd e l'avvertimento è breve, rapido, come appunto un tweet: “Molto bene - scrive Letta - Il decreto sostegni interviene su salute, scuola, turismo, cultura e aiuta lavoratori e imprese. Bene Draghi. Bene i ministri. Male, molto male che un segretario di partito tenga in ostaggio per un pomeriggio il consiglio dei ministri (senza peraltro risultati). Pessimo inizio Salvini". Il n.1 della Lega replica immediatamente invitando il leader del Pd a “Stare sereno”, ripescando una frase di renziana memoria. L’impressione è che sia solo l’inizio.
Rumore politico al quale Draghi non sembra voler fare caso, il premier guarda alla ripresa economica e soprattutto a que…
Rumore politico al quale Draghi non sembra voler fare caso, il premier guarda alla ripresa economica e soprattutto a que…
Nello stesso governo, ma da avversari. L'occasione per chiarire le proprie posizioni e le rispettive distanze non è tardata ad arrivare. Lo scontro tra Enrico Letta e Matteo Salvini parte da un campo fluido come quello social, il primo colpo lo tira il leader del Pd e l'avvertimento è breve, rapido, come appunto un tweet: “Molto bene - scrive Letta - Il decreto sostegni interviene su salute, scuola, turismo, cultura e aiuta lavoratori e imprese. Bene Draghi. Bene i ministri. Male, molto male che un segretario di partito tenga in ostaggio per un pomeriggio il consiglio dei ministri (senza peraltro risultati). Pessimo inizio Salvini". Il n.1 della Lega replica immediatamente invitando il leader del Pd a “Stare sereno”, ripescando una frase di renziana memoria. L’impressione è che sia solo l’inizio.
Rumore politico al quale Draghi non sembra voler fare caso, il premier guarda alla ripresa economica e soprattutto a quel piano di vaccinazione di massa indispensabile per vedere l'Italia rimettersi in piedi:I numeri dei vaccini al momento sono in rosso, rispetto ai conti iniziali A dieci giorni dalla fine del primo trimestre mancano quasi sette milioni di dosi rispetto agli accordi pattutiti con Pfizer, Moderna e soprattutto AstraZeneca. Ieri Figliuolo e il capo della protezione civile Curcio si sono fatti somministrare il farmaco di Oxford. Un gesto anche simbolico dopo le polemiche di inizio settimana legate al vaccino: “Dalla terza settimana di aprile - spiega il Commissario all'emergenza - contiamo di arrivare a 500mila iniezioni al giorno”. Per l'Italia sarebbe davvero un punto di svolta.
Rumore politico al quale Draghi non sembra voler fare caso, il premier guarda alla ripresa economica e soprattutto a quel piano di vaccinazione di massa indispensabile per vedere l'Italia rimettersi in piedi:I numeri dei vaccini al momento sono in rosso, rispetto ai conti iniziali A dieci giorni dalla fine del primo trimestre mancano quasi sette milioni di dosi rispetto agli accordi pattutiti con Pfizer, Moderna e soprattutto AstraZeneca. Ieri Figliuolo e il capo della protezione civile Curcio si sono fatti somministrare il farmaco di Oxford. Un gesto anche simbolico dopo le polemiche di inizio settimana legate al vaccino: “Dalla terza settimana di aprile - spiega il Commissario all'emergenza - contiamo di arrivare a 500mila iniezioni al giorno”. Per l'Italia sarebbe davvero un punto di svolta.