Prima di tutto i numeri. Pfizer entro oggi deve consegnare un milione di dosi a 214 strutture sanitarie in Italia. 330mila fiale sono in arrivo da Moderna e 125mila da AstraZeneca. Da qui a Pasqua dovremmo avere altri 2 milioni e mezzo di fiale e questo vuol dire che nel complesso in meno di due settimane i vaccini da inoculare sarebbero 4 milioni e mezzo perché ci sono anche le scorte per la seconda iniezione da usare: nei frigoriferi al momento è conservato circa un milione e mezzo di fiale ma le ultime indicazioni sono di tenerne da parte una piccola percentuale.
Benissimo. Però come si fa se, come in Lombardia, non si riesce nemmeno a convocare i cittadini con un sms? La Protezione civile e le strutture della Difesa si metteranno a disposizione dei presidenti di Regione ai quali è stato suggerito di utilizzare per le prenotazioni la piattaforma di Poste italiane. Non è un obbligo, c’è l’autonomia dei territori da preservare, ma è un consiglio diciamo “spassionato” che la ministra degli Affari regionali Maria Stella Gelmini, ribadirà nei prossimi incontri ai governatori, garantendo loro – così è stato deciso in un vertice tra il premier Draghi, il commissario all’emergenza Figliuolo e il capo della Protezione civile Curcio – un pronto intervento con esperti di logistica e vaccinatori che possano arrivare anche a domicilio.
Il delivery atteso invece a Bruxelles, al Consiglio europeo di dopodomani, è la strategia del nostro capo del governo: l’Unione sia ferma sui contratti con le case farmaceutiche e con l’export destinato alla Gran Bretagna, affinché più dosi siano recapitate all’Europa. Altrimenti sarà un liberi tutti.
Benissimo. Però come si fa se, come in Lombardia, non si riesce nemmeno a convocare i cittadini con un sms? La Protezione civile e le strutture della Difesa si metteranno a disposizione dei presidenti di Regione ai quali è stato suggerito di utilizzare per le prenotazioni la piattaforma di Poste italiane. Non è un obbligo, c’è l’autonomia dei territori da preservare, ma è un consiglio diciamo “spassionato” che la ministra degli Affari regionali Maria Stella Gelmini, ribadirà nei prossimi incontri ai governatori, garantendo loro – così è stato deciso in un vertice tra il premier Draghi, il commissario all’emergenza Figliuolo e il capo della Protezione civile Curcio – un pronto intervento con esperti di logistica e vaccinatori che possano arrivare anche a domicilio.
Il delivery atteso invece a Bruxelles, al Consiglio europeo di dopodomani, è la strategia del nostro capo del governo: l’Unione sia ferma sui contratti con le case farmaceutiche e con l’export destinato alla Gran Bretagna, affinché più dosi siano recapitate all’Europa. Altrimenti sarà un liberi tutti.