AstraZeneca: a chi e perché
(afp)

AstraZeneca: a chi e perché

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AstraZeneca in Francia è somministrato a chi ha più di 55 anni e in Germania agli over 60. Olanda, Danimarca e Norvegia ne hanno sospeso l’uso. In Italia al momento non ha limitazioni. Ma dei paletti potrebbero arrivare presto, se l’Ema – cioè l’agenzia europea per i medicinali - tra oggi e domani rivedrà le proprie valutazioni sul siero anglo-svedese.

Gli episodi di una rara forma di trombosi non sono cessati e riguardano principalmente (anche se non solo) donne con meno di 60 anni. Sono sempre eventi limitatissimi, eppure non ininfluenti. 44 casi in Europa su più di 9 milioni di vaccinati. 30 casi in Gran Bretagna, di cui 7 fatali, su oltre 18 milioni di inoculati. Ora – secondo indiscrezioni giornalistiche - sembra che anche Londra consiglierà AstraZeneca solo a una fetta di popolazione più matura. L’Aifa, agenzia del farmaco italiano, potrebbe fare la stessa cosa, visto che da noi si stanno analizzando 13 eventi sospetti, di cui almeno la metà fondati. L’Università di Oxford intanto ha sospeso la sperimentazione sui bambini, proprio in attesa delle evidenze sugli adulti.

Tutto questo come inciderà sulla campagna del nostro Paese, già lenta? Per ora abbiamo usato il 54 per cento delle dosi AstraZeneca consegnate (su oltre 2 milioni e 200 mila persone), il 50 per cento di Moderna (su 650 mila cittadini) e il 96 per cento di Pfizer (8 milioni e quasi 400 mila inoculazioni). Proprio oggi alle Regioni arriva un altro milione e mezzo di fiale Pfizer, destinato in gran parte ai richiami. Dal 19 aprile si punta anche sul vaccino Johnson&Johnson. Ma è chiaro che AstraZeneca non potrà essere accantonato e che la sua efficacia non è in discussione. E allora l’uso sarà definito in proporzione al fattore rischio: quindi destinato in primis ai settantenni e poi agli over 60.