È in arrivo il vaccino Johnson&Johnson, sarà recapitato all’aeroporto di Pratica di Mare martedì o mercoledì. Poche dosi per il momento, 184mila, il primo lotto di una tanche di circa mezzo milione di fiale. È un altro inizio, comunque. Come AstraZeneca e Sputnik, quello Jansen (azienda controllata di Johnson&Johnson) è un vaccino basato sull’uso dell’adenovirus: nell’organismo si introduce cioè un gene che permette di produrre anticorpi contro il coronavirus.
La differenza con Pfizer, Modera e anche AstraZeneca – i tre farmaci utilizzati sinora in Italia - sta nel fatto che non occorre un richiamo, basta una puntura e dopo due settimane – così ha sentenziato l’Agenzia europea dei medicinali, l’Ema – è efficace al 77 per cento, dopo un mese all’85. Johnson&Johnson non potrà per ora dare uno slancio decisivo alla campagna vaccinale, ma contribuirà (dovrebbe contribuire) a centrare il primo obiettivo del governo Draghi, ovvero vaccinare tutti gli over 80 entro questo mese di aprile. Al momento siamo ad una copertura del 38 per cento con due dosi e del 68 per cento con una fiala. Mentre è davvero limitatissima l’immunizzazione della fascia di popolazione 70/79 anni: è al 2,4 per cento.
L’ultima ordinanza firmata dal commissario all’emergenza Figliuolo venerdì sera – vaccinare subito i più anziani e poi anche i sessantenni, prevalentemente con AstraZeneca – costringe intanto le Regioni a rivedere i loro piani e a rimandare gli appuntamenti già fissati per le categorie sinora prioritarie. Una mano la promette l’Aifa, che dà il via libera a ritardare l’inoculazione della seconda dose di Pfizer e Moderna. L’intervallo ottimale dalla prima rimane rispettivamente di 21 e 28 giorni. Ma, si dice adesso, per la seconda dose si può arrivare anche al limite di 42.
La differenza con Pfizer, Modera e anche AstraZeneca – i tre farmaci utilizzati sinora in Italia - sta nel fatto che non occorre un richiamo, basta una puntura e dopo due settimane – così ha sentenziato l’Agenzia europea dei medicinali, l’Ema – è efficace al 77 per cento, dopo un mese all’85. Johnson&Johnson non potrà per ora dare uno slancio decisivo alla campagna vaccinale, ma contribuirà (dovrebbe contribuire) a centrare il primo obiettivo del governo Draghi, ovvero vaccinare tutti gli over 80 entro questo mese di aprile. Al momento siamo ad una copertura del 38 per cento con due dosi e del 68 per cento con una fiala. Mentre è davvero limitatissima l’immunizzazione della fascia di popolazione 70/79 anni: è al 2,4 per cento.
L’ultima ordinanza firmata dal commissario all’emergenza Figliuolo venerdì sera – vaccinare subito i più anziani e poi anche i sessantenni, prevalentemente con AstraZeneca – costringe intanto le Regioni a rivedere i loro piani e a rimandare gli appuntamenti già fissati per le categorie sinora prioritarie. Una mano la promette l’Aifa, che dà il via libera a ritardare l’inoculazione della seconda dose di Pfizer e Moderna. L’intervallo ottimale dalla prima rimane rispettivamente di 21 e 28 giorni. Ma, si dice adesso, per la seconda dose si può arrivare anche al limite di 42.