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(reuters)

Si alzi il sipario

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Nessuna deroga. Nessuna concessione dallo Stato centrale alle Regioni. Il piano vaccinale procede così come indicato dal commissario straordinario. La telefonata più complessa della giornata spetta proprio a Figliuolo ed è rivolta a De Luca. Serve a mettere in chiaro che non saranno tollerate eccezioni. Che la Campania dovrà seguire una sequenza anagrafica di vaccinazioni che non può essere stravolta. In serata è lo stesso governatore a ridimensionare lo scontro. Il piano di vaccinazione di massa va avanti, al momento lontano dalle 500mila dosi giornaliere indicate da Draghi. Il generale conta di raggiungere quel traguardo negli ultimi giorni del mese di aprile. Ottimismo che sembra sposarsi con gli ultimi passi del governo nei confronti del mondo dello spettacolo e della cultura. 

Si parla di teatri e cinema aperti, ma anche della mano tesa alla Federcalcio per vedere confermare a Roma tre partite del prossimo Europeo. Dopo mesi di chiu…
Nessuna deroga. Nessuna concessione dallo Stato centrale alle Regioni. Il piano vaccinale procede così come indicato dal commissario straordinario. La telefonata più complessa della giornata spetta proprio a Figliuolo ed è rivolta a De Luca. Serve a mettere in chiaro che non saranno tollerate eccezioni. Che la Campania dovrà seguire una sequenza anagrafica di vaccinazioni che non può essere stravolta. In serata è lo stesso governatore a ridimensionare lo scontro. Il piano di vaccinazione di massa va avanti, al momento lontano dalle 500mila dosi giornaliere indicate da Draghi. Il generale conta di raggiungere quel traguardo negli ultimi giorni del mese di aprile. Ottimismo che sembra sposarsi con gli ultimi passi del governo nei confronti del mondo dello spettacolo e della cultura. 

Si parla di teatri e cinema aperti, ma anche della mano tesa alla Federcalcio per vedere confermare a Roma tre partite del prossimo Europeo. Dopo mesi di chiusure e di vita sociale ridotta all'alternanza soffocante lavoro-casa, casa-lavoro con molte abitudini ridisegnate anche dalle regole dello smartworking, si assiste ora a un vero e proprio cambio di indirizzo da parte del governo. Il ministro alla Cultura Dario Franceschini ha incontrato il Cts per esporre le sue idee riguardo alla ripartenza di alcune attività culturali considerate di importanza centrale. Si ragiona così sull'ipotesi che la primavera possa portare cinema, teatri e sale da concerto aperti fino a 500 persone al chiuso e a 1.000 all’aperto. Un segnale per dimostrare in modo pratico che l'Italia può e deve tornare a una normalità dimenticata.