"Per non tornare indietro bisogna rispettare le regole", dice Mario Draghi. Un monito che accompagna una giornata che è tutta all'insegna del guardare avanti. In primis perché la cabina di regia ha stabilito le prime riaperture: l'Italia che boccheggia aveva bisogno di una data da cerchiare sul calendario. Ora c'è: è il 26 aprile e - garantisce Draghi - è una data decisa all'unanimità dal governo, anche se l'esecutivo era diviso tra l'ala aperturista di centrodestra (che incassa un via rapido, già ad aprile) e il centrosinistra più cauto, che ottiene una gradualità nelle riaperture più accentuata.
Ma non si guarda avanti solo per archiviare le zone rosse. Si guarda ai cantieri: per rilanciare un'economia martoriata serve un new deal di investimenti, usando anche i fondi europei. Spendere di più per crescere: il governo sblocca 57 grandi opere, dalle strade alle ferrovie, ai porti. Per avere un rimbalzo dell'economia "forte e certo".
L'esecutivo ha quindi voluto lanciare due segnali al Paese. Per guardare avanti sperando poi di non dover più tornare indietro.
Ma non si guarda avanti solo per archiviare le zone rosse. Si guarda ai cantieri: per rilanciare un'economia martoriata serve un new deal di investimenti, usando anche i fondi europei. Spendere di più per crescere: il governo sblocca 57 grandi opere, dalle strade alle ferrovie, ai porti. Per avere un rimbalzo dell'economia "forte e certo".
L'esecutivo ha quindi voluto lanciare due segnali al Paese. Per guardare avanti sperando poi di non dover più tornare indietro.