C'è un numero che spiega la linea della riapertura scelta dal governo. E' quello dei contagi che tra il 7 e il 13 aprile sono calati del 15% rispetto ai 7 giorni precedenti. Sono i dati forniti dalla Fondazione Gimbe, numeri che fanno tirare un sospiro anche se sono ancora 106mila i contagi contati a fine settimana e si calcola che 506mila italiani abbiano il virus in corpo. In ogni caso dati in discesa rispetto ai quasi 800mila positivi di fine novembre. A questi si aggiungono i dati della campagna vaccinale che ha preso a marciare più spedita, toccando venerdì il record di 347.279 iniezioni, facendo così superare all'Italia la quota di 10 milioni di prime dosi.
Ed è incrociando questi numeri che Mario Draghi ha deciso di portare il Paese su una nuova strada, quella delle aperture, parziali ma concrete. Un via libera importante dal mondo dello sport a quello dei ristoratori anche se proprio sul fronte ristoranti si è consumato lo…
Ed è incrociando questi numeri che Mario Draghi ha deciso di portare il Paese su una nuova strada, quella delle aperture, parziali ma concrete. Un via libera importante dal mondo dello sport a quello dei ristoratori anche se proprio sul fronte ristoranti si è consumato lo…
C'è un numero che spiega la linea della riapertura scelta dal governo. E' quello dei contagi che tra il 7 e il 13 aprile sono calati del 15% rispetto ai 7 giorni precedenti. Sono i dati forniti dalla Fondazione Gimbe, numeri che fanno tirare un sospiro anche se sono ancora 106mila i contagi contati a fine settimana e si calcola che 506mila italiani abbiano il virus in corpo. In ogni caso dati in discesa rispetto ai quasi 800mila positivi di fine novembre. A questi si aggiungono i dati della campagna vaccinale che ha preso a marciare più spedita, toccando venerdì il record di 347.279 iniezioni, facendo così superare all'Italia la quota di 10 milioni di prime dosi.
Ed è incrociando questi numeri che Mario Draghi ha deciso di portare il Paese su una nuova strada, quella delle aperture, parziali ma concrete. Un via libera importante dal mondo dello sport a quello dei ristoratori anche se proprio sul fronte ristoranti si è consumato lo scontro politico più duro. La Lega e in generale il fronte di centrodestra chiedevano un'apertura più robusta, sostanzialmente senza restrizioni. Alla fine ha prevalso la linea della prudenza del Cts, e quindi della mediazione temporale: il coprifuoco fino alle 22 resta un limite invalicabile per tutto maggio. In attesa di nuovi numeri.
Ed è incrociando questi numeri che Mario Draghi ha deciso di portare il Paese su una nuova strada, quella delle aperture, parziali ma concrete. Un via libera importante dal mondo dello sport a quello dei ristoratori anche se proprio sul fronte ristoranti si è consumato lo scontro politico più duro. La Lega e in generale il fronte di centrodestra chiedevano un'apertura più robusta, sostanzialmente senza restrizioni. Alla fine ha prevalso la linea della prudenza del Cts, e quindi della mediazione temporale: il coprifuoco fino alle 22 resta un limite invalicabile per tutto maggio. In attesa di nuovi numeri.