Cosa è giusto per le donne

Cosa è giusto per le donne

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“Sono introdotte misure a sostegno dell’imprenditorialità femminile e un sistema di certificazione della parità di genere che accompagni e incentivi le imprese ad adottare politiche adeguate volte a ridurre gap di genere”.

La certificazione in Italia si può già fare ma manca una legge. Nonostante la parità di genere, tra le altre cose - tipo fare qualcosa di giusto - produca un indubbio vantaggio competitivo. Quindi bene che il Pnrr introduca il tema. Ma non basta, dicono molte. “Servono altri 10 miliardi”, per Half of it, donne per la salvezza, serbatoio di pensiero di 50 associazioni femminili, femministe e del terzo settore. Perché? Cerchiamo di capire cosa è previsto nel Piano. 4,6 miliardi per creare 228mila posti in più al nido e all’asilo, mille mense extra per ampliare il tempo pieno alla scuola primaria. Per incoraggiare la formazione di imprese femminili ci sono 400 milioni di euro. Dieci vanno proprio al nuovo sistema di certificazione, con la nascita di un albo per le imprese impegnate a ridurre le differenze su retribuzioni, carriere e tutele. Per il sostegno di disabili e anziani c’è un miliardo. “La richiesta di destinare almeno il 5 per cento delle risorse disponibili a questi ambiti era alla portata del governo” dice Half of it. Per dire: i fondi destinati agli asili copriranno solo un terzo della domanda. Infatti interviene anche l’Anci Pari opportunità: “Si tenga a riferimento l'obiettivo, esplicitato a suo tempo, di portare i servizi educativi da 0 a 3 anni al 60 per cento delle nascite, quindi per destinarli a più di un bambino su due” Come fare? Le donne chiedono di attingere ai 30 miliardi del fondo complementare al Pnrr. O ai 13.5 miliardi italiani del React EU (risorse comunitarie legate alla politica di coesione) o ad altri fondi del bilancio europeo.