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(ansa)

Coprifuoco, tutto rimandato al 21 maggio

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L’hotspot di Lampedusa ormai è al collasso. Sembra di essere tornati al 2011, dicono molti operatori, quando i migranti arrivavano e non si sapeva come accoglierli. Anche ora sono sul molo Favaloro, ieri seicento, freddo di notte, sole a picco a mezzogiorno. Cosa deve accadere ancora perché l’Europa si muova? La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha parlato al telefono con la commissaria agli Affari interni, la svedese Ylva Johansson. Le ha spiegato che l'obiettivo immediato dell'Italia, in attesa della definizione del Patto europeo su immigrazione e asilo, è attivare entro l'estate un meccanismo temporaneo di solidarietà: gli Stati disponibili devono ricollocare le persone soccorse in mare. È già successo nel 2019 con l'accordo di Malta cui hanno partecipato sette Paesi, tra cui Francia e Germania. Ma è durato pochi mesi, visto che poi gli sbarchi sono stati frenati dal Covid. Ora? Per il momento tutti i telefoni squillano a vuoto. Il 24 maggio c’è il consiglio europeo: sarà l’occasione che cerca il nostro premier per destinare fondi di bruxelles alla Libia, affinché controlli e gestisca i flussi migratori. E’ stato fatto lo stesso con la Turchia, anche se molto ci sarebbe da dire sul come. Gli sbarchi dall’inizio dell’anno sono stati quasi 13mila, il triplo dello stesso periodo 2020. In questi giorni in mare non ci sono navi umanitarie, sono nei porti, bloccate da rilievi amministrativi