L'Ilva aspetta un altro giudizio

L'Ilva aspetta un altro giudizio

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Nichi Vendola dice: “Noi non fummo i complici dei Riva, noi fummo quelli che sfidammo la grande azienda. Taranto ha bisogno di verità, non di agnelli sacrificali”. Il giorno dopo la sentenza sull’Ilva la città cerca di uscire dallo stordimento. Dall’ebrezza. Ma anche dalla nebbia. La Corte d’Assise di Taranto ha condannato a 22 e 20 anni di reclusione Fabio e Nicola Riva, fratelli ex proprietari e amministratori degli impianti (gli imputati erano 47, 44 persone e tre società. I condannati sono 26). 21 anni all’ex capo delle relazioni esterne Girolamo Archinà e all’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso.