Un Sergio Mattarella davvero ispirato, felice, con sfumature tecniche, in alcuni momenti anche spiritoso. Il presidente dagli occhi sempre ridenti al Quirinale ha voluto rendere l’omaggio di tutto il Paese agli azzurri e a Matteo Berrettini, l’eroe italiano di Wimbledon. E abbiamo scoperto, sentendo parlare Roberto Mancini, che gli uni facevano il tifo per l’altro, che la nazionale guardava il match impossibile contro Djokovic prima di scendere in campo. E (questo lo avevamo visto) Matteo poi è andato a Wembley per aggiungersi ai 7mila e rotti italiani sugli spalti, e lì ha stretto la mano al Capo dello Stato, prima che lui allargasse le braccia per esultare un istante, tanto come però non avremmo osato mai pensare. Tutti insieme appassionatamente si sono ritrovati nel day after ebbro ancora di emozioni, nei giardini del Quirinale. Storditi, assonnati, come molti degli spettatori festanti. È stato bello. Poi via, da Mario Draghi, in pullman. Un percorso assediato da così tanta gente che il viaggio – distanza sei minuti in auto dice ottimista Google map - è stato a passo d’uomo.