Lega, partita doppia
(ansa)

Lega, partita doppia

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Mario Draghi è in Slovenia, per il vertice Unione-Balcani. A due giorni dalle amministrative, a 24 ore di distanza dal Consiglio dei ministri sulla delega fiscale e dallo strappo della Lega, prova a sciogliere ancora il nodo: la riformulazione (parole sue) del catasto non corrisponde a un aumento delle tasse, nessuna patrimoniale nascosta. Poi prova anche a spiegare il perché. Perché il governo è consapevole – in sostanza – che l’economia italiana va sostenuta in questa fase che segue l’abisso della pandemia. La ripresa deve consolidarsi, non può essere messa a repentaglio da attacchi fiscali. Però Salvini ha le sue esigenze. E allora.

Con Matteo Salvini a questo punto serve un chiarimento. Anche se l’urgenza politica di strigliare il governo e fare la voce grossa, da parte della Lega perdente alle urne, è abbastanza smaccata, e la crisi di fatto non c’è, si prospetterà casomai – usando la chiave logoramento - se le intenzioni, gli obiettivi si sovrapporranno a quelli di Fratelli d’Italia. Dipenderà anche dai ballottaggi e da quanto Giorgia Meloni comincerà a premere per tornare al voto. Da qui la sua uscita di lunedì sera: anche noi siamo per Draghi al Quirinale se poi si fanno le elezioni anticipate. Intanto la Lega torna nei ranghi e vota con la maggioranza sulla Nadef (l’aggiornamento del documento di economia e finanza). Poi?

Tant’è che oggi ci sarà una cabina di regia dedicata proprio al Pnrr. Giornata particolarmente intensa per Draghi. Che stamattina interviene al Senato, a pranzo accoglie Merkel a Palazzo Chigi e nel pomeriggio sarà con lei e il Papa alla Comunità di Sant’Egidio.