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Il piano B(erlusconi)
(ansa)

Il piano B(erlusconi)

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Non è andato affatto bene l’incontro governo-sindacati fissato per discutere di pensioni e fisco, nell’ambito della Legge di bilancio. Dopo quasi due ore di confronto il premier Draghi, irritato, ha lasciato Palazzo Chigi quasi senza salutare, mancava poco alle 20. Un impegno improrogabile, ha detto. A presiedere il tavolo con Landini (l’avete sentito), Sbarra e Bombardieri, segretari di Cgil, Cisl e Uil, è rimasto il ministro Brunetta, insieme ai colleghi Franco e Orlando, rispettivamente Funzione pubblica, Economia e Lavoro. Il capo dell’esecutivo non si aspettava che i confederali bocciassero l’intero impianto della manovra. La sua. Lamentando poche risorse sulle pensioni, sugli ammortizzatori sociali e denunciando anche il rischio che il taglio delle tasse sia sbilanciato in favore delle imprese. Il nodo principale è comunque il graduale ritorno alla Legge Fornero e ai 67 anni di età necessari per lasciare un impiego. Cui Draghi non vuole rinunciare. La riunione governo/sindacati si riapre oggi, ma sarà sul G20, non avvierà alcun nuovo confronto. E infatti, come annuncia Landini, i sindacati da qui a sabato valuteranno ipotesi di mobilitazione. Ormai quasi certa. Domani si terrà il Consiglio dei ministri che licenzierà la legge di Bilancio. Dovrebbe passare l’Opzione donna e l’ampliamento dell’Ape sociale, proposte Pd. Il premier oggi dovrebbe vedere di nuovo Salvini e Conte. Non c’è accordo sull’uso degli 8 miliardi destinati al taglio delle tasse: e allora, intanto verranno stanziati, poi se ne occuperà il Parlamento.