La tagliola in Senato ha spezzato i sogni di chi sperava nella legge contro l’omotransfobia, la misoginia, l’abilismo. I sì per evitare l’esame degli articoli del ddl (proposta avanzata da Lega e Fratelli d’Italia, voto segreto) sono stati 154. I no 131. 2 gli astenuti. Cosa è successo? Il centrosinistra è andato sotto a causa dei franchi tiratori. Una ventina (o magari di più) se si considera che qualche dissidente il centrodestra lo conta. Comunque sono andati ben oltre quelli che Pd e Cinquestelle si aspettassero. Questi numeri quindi non permettono di addossare il flop interamente a Italia Viva (ah, Renzi era in Arabia Saudita, per una delle sue conferenze da bin Salman, e da lì ha detto ai democratici “non sapete contare”), ma comunque i numeri dimostrano che le due forze di maggioranza a favore della legge non controllano i gruppi. E la strategia del Pd - partito impallinato dopo le vistose e scomode vittorie elettorali - è stata sbagliata. Un pessimo segnale se si guarda al Quirinale e alla prova che comporterà. "Oggi gli italiani hanno visto cosa sarebbe l'Italia governata a maggioranza da queste destre. Cosa sarebbe un Parlamento allineato con gli attuali Parlamenti ungherese e polacco". Lo scrive su Twitter il segretario Pd Enrico Letta.