Ecco quindi la prima manovra firmata Mario Draghi, che ha – nelle intenzioni – uno scopo: spingere la ripresa. Trenta miliardi in tutto. Dodici destinati al taglio delle tasse, 8 per il cuneo fiscale, si agisce su aliquote Irpef e detrazioni, sull’Irap per le imprese. “Il Paese crescerà ben oltre il 6 per cento, dobbiamo essere capaci di mantenere questa crescita negli anni a venire”, dice il capo del governo.
Il Pd rimarca l’impegno per l’abbassamento delle tasse sul lavoro, la Lega le misure a sostegno delle imprese, Forza Italia il risultato finale. Il Consiglio dei ministri però è durato quattro ore. La conferenza stampa è arrivata a sera. Cosa è successo? C’è stato un ennesimo braccio di ferro tra i Cinquestelle e il centrodestra, sul reddito di cittadinanza, il Movimento l’ha difeso (la revoca dopo due proposte rifiutate), rivendicando poi anche il Superbonus. Per il capitolo più spinoso, le pensioni, il Cdm conferma Quota 102 nel 2022 (64 anni di età, 38 di contributi), poi si aprirà il dialogo ma “il governo è disponibile a ragionare”, dice il premier, sebbene l’orizzonte sia quello del contributivo, legge Fornero: la scelta continua a non piacere ai sindacati, lo ribadisce la Uil con Bombardieri, la Fiom ha già annunciato un pacchetto di sciopero di 8 ore.