La doccia scozzese
(ansa)

La doccia scozzese

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E così Mario Draghi entra a gamba tesa nella Cop26, siamo a Glasgow, Scozia. È reduce dalla due giorni di Roma, il G20 che da un lato ha segnato di sicuro un suo successo personale – una leadership riconosciuta a livello planetario, chissà, forse anche di più - dall’altro ha anticipato e un po’ rubato la scena agli organizzatori del consesso Onu sul clima. Il punto è che alla Nuvola i risultati sono stati diplomatici. Fine. Al massimo un punto di partenza. E infatti Draghi dice: “Che la Cop 26 sia il salto quantico contro il riscaldamento globale. Dobbiamo andare oltre, fare molto di più di quanto abbiamo fatto al G20. Dobbiamo accelerare il nostro impegno per contenere l'aumento della temperatura al di sotto di 1,5 gradi. Bisogna agire in modo più rapido e deciso”. I 20 Paesi più industrializzati del mondo producono i tre quarti dell’inquinamento globale. In testa Stati Uniti e Cina.