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(reuters)

L'ondata di Natale

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Ci siamo arrivati. Erano stimati 30mila contagi a Natale. Ieri sono stati 30.798. Non accadeva dal 21 novembre dell’anno scorso. I morti, 153, un dato che riporta al maggio 2021. Più di mille posti occupati in terapia intensiva. E non risparmia i più giovani. La fascia più colpita è quella in età scolare. Un contagio su quattro oggi riguarda i bambini tra i 5 e gli 11 anni.

Mario Draghi parla alla Farnesina, davanti agli ambasciatori. “In questi mesi - dice - abbiamo somministrato oltre 100 milioni di dosi di vaccino. Lo sforzo è stato senza precedenti”, il futuro dipenderà da quanti farmaci arriveranno nei Paesi poveri. Da quanto la difesa nei confronti del Covid assumerà dimensioni realmente globali. “L'Italia – prosegue il premier - sostiene l'ambizione di vaccinare il 70% della popolazione di tutti i Paesi entro metà 2022. Quest'obiettivo ora deve essere raggiunto”. Le prossime sessioni di incontri internazionali dovrebbero avere questo come primo obiettivo.

L'Italia ha reagito, ma bisogna capire cosa va fatto ancora. Lo Scenario muta, domani si tiene la cabina di regia e il Consiglio dei ministri. Le Regioni sono contro i tamponi ai vaccinati per blindare il Natale. Il loro presidente Massimiliano Fedriga sostiene sia necessario 'puntare sulla terza dose, non sui tamponi ai vaccinati, i messaggi discordanti confondono i cittadini'. L' ipotesi più accreditata sulle nuove misure è che il green pass duri 6 mesi e non più nove. Mentre l’Unione europea punta proprio sulla durata di nove mesi per i viaggi. Ci saranno delle Faq di Capodanno, per veglioni da regolare e feste in piazza da annullare.

Intanto la stretta si sente in tutta Europa, in Germania partite a porte chiuse a partire dal 28 dicembre, chiuse le discoteche, stretta sui contatti, tetto agli invitati per Capodanno, 10 persone al massimo compresi i minorenni, in casa. Anche Londra ha annullato il veglione in strada, come già Parigi gli Champs Elysées. E dopo le feste, come ricominceremo? La scuola sarà in presenza? Oggi è l’ultimo giorno in diverse Regioni, si dovrebbe riprendere il 7 gennaio. Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Metropolis di Gerardo Greco ha detto che se la curva cresce, si rinvierà il rientro di due settimane. I presidi non sono d’accordo. Il suggerimento di Massimo Galli, ex direttore del reparto di malattie infettive del Sacco di Milano.