Quirinale, il piano B
(agf)

Quirinale, il piano B

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Considerando che il primo voto per il prossimo presidente della Repubblica è fissato per il 24 gennaio, cioè tra 11 giorni, non sembra così incoraggiante la risposta di Matteo Salvini. A meno che non si tratti di una subliminale proiezione sul quarto scrutinio, quello per il quale servono 505 consensi, maggioranza assoluta, tenendo presente che ogni giorno ci sarà un voto. La seconda cosa da notare è che il capo della Lega si smarca da Berlusconi, “rafforzeremo il governo a prescindere da chi sarà premier”, ha insistito il leader del Carroccio, che conferma l’idea (sua? Sicuramente apprezzata e sostenuta anche anche dall’altro Matteo) di una squadra di pezzi grossi, capi partito o figure affini. Terza cosa da annotare, la dichiarazione del capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari: “Dobbiamo capire se Berlusconi è davvero in campo, ma comunque dobbiamo prepararci un piano B, trovare un’altra figura di centrodestra che sia condivisibile anche dal centrosinistra”. Olè.

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Sarà domani a Villa Grande il vertice di centrodestra. Prima quindi della direzione del Pd prevista per sabato. È stato deciso con un colpo di telefono tra Berlusconi e lo stesso Salvini. Un caso questa fretta? L’ex premier lunedì volerà a Strasburgo, il faccia a faccia sarebbe slittato troppo in là se si fosse aspettata la congiunta democratica di sabato. Così dice la voce ufficiale. Ma non sarà che la Lega vuole avere numeri certi dal Cavaliere? All’incontro ovviamente sarà presente anche Giorgia Meloni. Ieri a Roma c’erano l’ex delfino (spiaggiato) del Cavaliere, Giovanni Toti (oggi governatore ligure) e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Sono i fondatori di Coraggio Italia, hanno incontrato i loro capigruppo e (ancora lui) Matteo Salvini, attivissimo in queste ore. Cosa hanno deciso? Che per scegliere il capo dello Stato non deve esserci una battaglia tra coalizioni ma un’ampia convergenza. Che non sarà Coraggio Italia a rompere l’unità del centrodestra (ove questa ci sia), che Berlusconi va bene ma che se non ce la dovesse fare si vedrà. E Palazzo Chigi? La linea è simile a quella leghista: Draghi sta bene lì ma comunque anche senza di lui si va avanti, rafforzando il governo.