Bisogna ragionare sulla parole di Gianni Letta. La sua constatazione, il clima di armonia, rispetto, unità d’intenti respirato in Parlamento nel ricordo di David Sassoli, per il quale anche l’opposizione ha avuto ricordi pieni di stima, riconoscendo la sua limpidezza, può minimamente ricrearsi per il voto sul presidente della Repubblica? E poi: perché ha parlato Gianni Letta, lui che centellina le uscite? Lui che ha cercato in queste settimane di dissuadere Silvio Berlusconi, di arginare la sua ambizione per il Colle, puntando anche sulla freddezza dei numeri. E’ un chiaro stop. Oggi a Villa Grande, ora di pranzo, il momento della verità. Nel vertice di centrodestra (agli ultimi altri Letta c’era eccome, oggi anche Toti, Cesa) si dovrà dire in modo chiaro chi sta con chi. Quali sono le prossime mosse. Almeno, questo è quello che pretenderà il Cavaliere. Come Salvini riuscirà a promettere il suo appoggio al leader di Forza Italia per poi in verità sfilarsi, è ancora da capire. Probabilmente la strada la sta cercando lo stesso Salvini.