Quando il gioco si fa duro
(ansa)

Quando il gioco si fa duro

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Matteo Salvini. Scandisce “Forza di governo adesso e nei prossimi anni”. E “proposta convincente per tanti”. Due concetti esplosivi pensando a Quirinale e Palazzo Chigi. Perché se si tratta di un nome accettabile anche al di fuori del centrodestra, quello che ha in mente per il Colle – Marcello Pera? Letizia Moratti? - vuol dire che non è Berlusconi, inviso a Pd e Cinquestelle (va segnalato che Renzi ha dichiarato di non avere preclusioni a votare un altro nome di centrodestra e di non dover aspettare che ci riflettano Pd e M5s). In più se dice che la Lega rimane al governo, il capo del Carroccio pensa davvero a un rimpasto e di sicuro a un ministero per sé, ancora gli Interni. E’ tutto talmente sopra le righe che infatti a stretto giro avvengono due cose. "Le dichiarazioni di Matteo Salvini - si affrettano a spiegare fonti azzurre - sono in linea con gli impegni presi. Un candidato all'altezza" corrisponde "al profilo del presidente Silvio Berlusconi". E a sera Lega e Forza Italia fanno sapere che c’è stata una lunga telefonata tra Salvini e Berlusconi, cordialissima ovviamente. Ma perché Salvini ha deciso di sparigliare in modo così vistoso?

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Primo, perché non può aspettare di arrivare alla quarta votazione per capire su chi puntare, visto che è il centrodestra (stando ai numeri) a dover dare le carte, stavolta. E poi è accaduto che Gianni Letta, ovviamente vicinissimo a Berlusconi ma non favorevole alla sua corsa per il Colle, sia andato a Palazzo Chigi, venerdì. E abbia dialogato con Antonio Funiciello, capo di gabinetto. Il leader della Lega per qualcuno si è convinto che il Cavaliere pensi di mettere a disposizione i suoi voti per Draghi (anche perché secondo Salvini a lui ne mancano 100 per poter aspirare all’elezione, troppi, dove li trova? Che spieghi su chi può davvero contare a questo punto e dia reali garanzie). Anche perché quindi lui, Salvini, alla fine potrebbe rimanere con il cerino in mano. Invece no, è il kingmaker, sia chiaro. Tra domani e giovedì la coalizione di centrodestra torna a incontrarsi. Non è un caso che continui il pressing perché i positivi possano votare.