Una parola, dignità, ripetuta 18 volte di cui 10 a scandire il finale del discorso di insediamento: Sergio Mattarella ha giurato per il suo secondo mandato da presidente della Repubblica. E’ il tredicesimo capo dello Stato, come sappiamo succede a se stesso.
Per 55 volte è stato applaudito e ha ricordato il periodo travagliato, anche per lui, che ha preceduto la rielezione. (“Ma non posso sottrarmi alla nuova chiamata, dobbiamo costruire l'Italia del dopo emergenza", ha detto). Poi ha chiesto che il Parlamento sia sempre messo in condizione di poter esaminare i provvedimenti del governo, ha fatto riferimento agli studenti che protestano, ha chiesto che non si ripetano episodi come quello della morte del giovane Lorenzo Parelli, ucciso da una trave d’acciaio in una azienda vicino a Udine nel suo ultimo giorno di stage scuola-lavoro.
Mattarella ha quindi insisto sulla riforma della giustizia con un ampio capitolo del suo discorso. Le disuguaglianze, ha detto, devono venire meno. E ha con determinazione sostenuto la necessità di assumersi le responsabilità anche per le future generazioni.