I dossier di Renzi
(ansa)

I dossier di Renzi

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La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio di Matteo Renzi e di altri 10 indagati per l'inchiesta sulle presunte irregolarità nei finanziamenti a Open, la fondazione nata per sostenerlo e che in passato organizzava la Leopolda. Al centro delle indagini, l'ipotesi di finanziamento illecito ai partiti, ma i magistrati ipotizzano a vario titolo anche la corruzione e il traffico di influenze illecite. Tra gli indagati per i quali è stato chiesto il processo, Maria Elena Boschi, Luca Lotti (accusato anche di corruzione), l'ex presidente di Open Alberto Bianchi e l'imprenditore Marco Carrai, amico stretto del leader di Italia Viva: in sostanza, il Giglio magico.

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La richiesta di rinvio a giudizio per Open riguarda anche il manager Piero Di Lorenzo e la sua Irbm, l'azienda di Pomezia che ha prodotto il vaccino AstraZeneca in sinergia con l'università di Oxford. Di Lorenzo secondo i pm avrebbe donato una cospicua somma (130 mila euro) alla Fondazione, con il secondo fine di ottenere il via libera della politica ad alcuni progetti, come il finanziamento di un consorzio partecipato da Irbm per la realizzazione "di una tv scientifica su piattaforma digitale e satellitare". L’udienza preliminare è fissata per il 4 aprile. Renzi intanto ha presentato denuncia penale nei confronti dei tre magistrati che lo indagano, Creazzo, Turco, Nastasi (avrebbero violato l’articolo 68 della Costituzione sulle prerogative dei parlamentari e commesso abuso d’ufficio, a suo dire); e ha chiesto di essere ascoltato dalla procura di Genova, competente sui colleghi fiorentini. Quindi va a Porta a Porta e dice: “Creazzo è stato sanzionato per molestie, non mi fido. Io ho scritto un libro con tanti dossier su di me. Se mi succede qualcosa, è tutto agli atti”.