La Consulta ha bocciato il referendum sull’eutanasia legale, promosso da sei sigle, tra cui l’associazione Luca Coscioni, quella di Marco Cappato. “Inammissibile - scrive la Corte presieduta da Giuliano Amato - perché non tutela la vita”. Ovvero, aperte virgolette: “A seguito dell’abrogazione ancorché parziale della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima necessaria alla vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”. L’obiettivo del referendum era depenalizzare l'omicidio del consenziente, punito oggi dall'articolo 579 del codice penale con la reclusione da 6 a 15 anni. Erano previste anche alcune eccezioni: sarebbe rimasto un reato nel caso di un minore, si sarebbero applicate le pene previste per l'omicidio. Quindi, se adesso si ha modo, se è possibile o per qualcuno necessario fermarsi a pensare un momento, che risposta diamo alle domande “qual è il senso della vita?". E "di chi è la vita?". Questo è il punto. Inoltre, adesso che succede? Come si va si incontro a chi nel mondo non può che stare immobile?