Esplosioni, palazzi in fiamme. I negoziati tra Russia e Ucraina vanno avanti anche oggi e nonostante questo vanno abbastanza bene, azzarda ieri a metà giornata il presidente Zelensky. Subito dopo Vladimir Putin gela il negoziato: 'Kiev non è seria nel cercare una soluzione accettabile'. Il mediatore ucraino Podolyak cambia ancora marcia in serata: trattativa crudele, ma c’è spazio per un compromesso. Qualcosa si muove, in effetti, in modo più o meno vistoso. Sul fronte diplomatico si confida soprattutto nell’intervento della Turchia, con il ministro degli Esteri Cavusoglu che oggi sarà a Mosca e domani a Kiev. Nella capitale ucraina ieri è stata la volta dei tre capi di governo dell’Unione europea andati a portare la loro solidarietà: i premier di Polonia, Slovenia e Repubblica Ceca (arrivati in treno, comprensibile ritardo) hanno incontrato il primo ministro Shmyhal e poi lo stesso Zelensky. Un gesto forte. Non troppo apprezzato a Bruxelles, perché pericoloso e potenzialmente divisivo tra i 27. Comunque si prosegue anche con missili e bombe sui quartieri di Kiev, prima 9, poi 15 piani di appartamenti in fiamme. E così ancora. Interviene il sindaco della capitale Klitschko.