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(siano)

Il punto di Draghi

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Succede nel pomeriggio. Dopo un’ora e mezza di faccia a faccia a Palazzo Chigi, il leader dei Cinquestelle Conte non ha cambiato idea. Dice no all’aumento delle spese militari con un tetto che arrivi al 2 per cento del Pil, parliamo di 14 milioni di euro. Ma il premier Mario Draghi tiene il punto: "Il governo intende rispettare e ribadire con decisione gli impegni Nato, se si mettono in discussione viene meno il patto di maggioranza”, è la sua posizione. Quando peraltro l’esecutivo ha già accolto l'ordine del giorno di Fratelli d'Italia – in Commissione Esteri e Difesa del Senato - che lo blinda proprio su quella soglia, senza richiesta di voto. All’ora di cena, il presidente del Consiglio sale al Colle per spiegare al capo dello Stato Mattarella la situazione, delicata, e per portare numeri.

Dal 2008 al 2018 la spesa italiana in armamenti è stata di circa 21 miliardi. Ma da allora è arrivata a 26 miliardi, con un aumento – tra il 2018 e l’inizio del 2021 - del 17 per cento, quando c’era Conte al posto suo. Il decreto Ucraina arriva oggi in Aula per la discussione generale. Domani il voto, per il quale si va verso il voto di fiducia. “Non ho sollevato alcuna crisi di governo”, afferma il capo politico Cinquestelle.