"Ma è mia profonda convinzione che prima si pone fine a questa guerra, meglio è per il popolo ucraino. Per il popolo della Federazione Russa e per quelli ben oltre. Le Nazioni Unite hanno ripetutamente chiesto il cessate il fuoco per proteggere i civili e facilitare il dialogo politico per raggiungere una soluzione. Finora non è stato possibile".
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres in conferenza stampa insieme al ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, a Mosca. Le sue parole sembrano un ombrello sotto il quale cercare un riparo, mentre da ore piovono minacce e si impone ben altro tono. Il botta e risposta è tra Downing Street e il Cremlino. Il governo britannico ritiene sia interamente legittima la possibilità che l'Ucraina colpisca obiettivi sul suolo russo con le armi fornite dal Regno unito. "L'esercito è pronto a condurre raid di rappresaglia se la Russia verrà attaccata con armi occidentali", è la minaccia del ministero della Difesa di Mosca, il quale spiega anche che sarebbero "raid proporzionati contro i centri decisionali a Kiev, dove si trovano i consiglieri occidentali”.