Domani il premier Draghi fa le sue comunicazioni in Senato, poi voto di fiducia. Non è insensibile alle sollecitazioni di questi giorni perché rimanga. Forse anche senza i Cinquestelle, o meglio, senza il partito di Conte.
Domani il premier Draghi fa le sue comunicazioni in Senato, poi voto di fiducia. Non è insensibile alle sollecitazioni di questi giorni perché rimanga. Forse anche senza i Cinquestelle, o meglio, senza il partito di Conte.