Sul decreto Cutro, la Lega stramba. Il Carroccio a palazzo Madama, dove oggi si avvia la discussione in Aula, ripresenta pari pari i suoi 21 emendamenti per reintrodurre di fatto molte norme contenute nei decreti Salvini di cinque anni fa, e comunque insiste perché passi la versione più severa del no alla protezione speciale. Meloni insegue. E così nella gara a chi è meno inclusivo, succede che la premier metta in contrapposizione i diritti delle donne con quelli dei migranti. E che suo cognato, il ministro Lollobrigida, parli di sostituzione etnica, da scongiurare con una spinta alla maternità delle italiane.