Lo stallo
di Laura PerticiIl cordone repubblicano in Francia contro l'estrema destra di Marine Le Pen e Jordan Bardella sembra tenere, almeno alla vigilia del voto. Il lavorio frenetico del fronte delle sinistre e del campo centrista legato al presidente Emmanuel Macron per stringere accordi nelle diverse circoscrizioni in ottica anti-RN, si è concluso ieri alle 6 del pomeriggio: la scadenza era stata fissata per presentare le candidature del ballottaggio di domenica, e il risultato è che nella maggior parte delle circoscrizioni i candidati lepenisti affronteranno un solo sfidante, dunque un argine unico contro l'onda nera. Le desistenze sono state 218. 130 da parte della gauche, 82 dal campo di Macron. Obiettivo comune dichiarato: impedire al partito di Le Pen di ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento. Mentre al contrario RN continua a spingere proprio per averla e formare un governo che abbia mano libera. Sono 501 i seggi ancora da assegnare. Vedremo. E vedremo se la Francia all’indomani del voto sarà governabile. O se sarà necessario immaginare una figura tecnica all’Hotel Matignon, alla Draghi, come si comincia a sussurrare in queste ore. Intanto c’è la dem Nancy Pelosi, 84enne già speaker della Camera, che inizia a minare la candidatura di Joe Biden, in America: “Legittimo interrogarsi sulla sua salute”, ha detto, per poi sfumare aggiungendo, “come anche su quella di Trump”. Domani si vota in Gran Bretagna, dove si affermeranno i Labour di Starmer. Orban è andato per la prima volta in Ucraina. Meloni condanna i cattivi esempi di Gioventù nazionale e si preoccupa per il suo futuro in Europa.